Diritti

Università: la Commissione Ue propone una laurea europea

Tra le iniziative per promuovere la cooperazione transnazionale tra gli atenei: l’istituzione di un unico titolo di studio valido in tutta Europa
Credit: Yaroslav Shuraev 
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3 aprile 2024 Aggiornato alle 14:00

Tre iniziative per promuovere la cooperazione transnazionale tra istituti di istruzione superiore, con l’obiettivo finale di creare un titolo di studio europeo: è la proposta della Commissione Ue, che dal 2025 vorrebbe lanciare “progetti di percorsi di laurea europei” nell’ambito del progetto Erasmus+ perché gli Stati membri si impegnino nel percorso verso un laurea comune.

“Il pacchetto contiene un progetto per questa qualifica nuova e universalmente riconosciuta, risultato di una cooperazione transnazionale più profonda e più ampia tra gli istituti di istruzione superiore, una componente chiave dello Spazio europeo dell’istruzione”, si legge nel comunicato condiviso dalla Commissione, che spiega che il progetto si basa sui risultati di 6 progetti pilota Erasmus+ che hanno coinvolto più di 140 istituti di istruzione superiore di tutti i Paesi dell’Ue.

Il progetto prevede misure a sostegno dei Paesi dell’Unione Europea per la “creazione di un titolo di studio europeo”, oltre a 2 proposte di raccomandazioni del Consiglio: una per migliorare i processi di garanzia della qualità e il riconoscimento automatico delle qualifiche nell’istruzione superiore, l’altra per rendere le carriere accademiche più attraenti e sostenibili.

Ma cos’è una laurea europea? È un nuovo tipo di titolo di studio, rilasciato dopo programmi transnazionali di tipo Bachelor (triennale), Master o Dottorato erogati a livello nazionale, regionale o istituzionale. È riconosciuto automaticamente in tutta l’Ue, perché viene assegnato congiuntamente (su base volontaria) da un gruppo di università in tutta Europa, sulla base di una serie comune di criteri concordati a livello europeo.

Alla base, chiarisce la Commissione, rimane l’autonomia istituzionale e la libertà accademica delle università. Le proposte, si specifica nel comunicato, “rispettano pienamente le competenze degli Stati membri e dei governi regionali nel settore dell’istruzione superiore”.

Non c’è solo il timore delle accuse di “ingerenze” europee nel settore dell’istruzione, oggi competenza esclusiva degli Stati membri, ma anche quello relativo alla nascita di mega atenei europei più competitivi e attrattivi delle università nazionali. Per questo, continua il comunicato “la Commissione propone un approccio graduale per gli Stati membri verso il conseguimento di una laurea europea, con due possibili punti di ingresso”.

Il primo è “un’etichetta europea” che verrebbe assegnata ai programmi di diploma che soddisfano i criteri europei. Nel secondo caso, quello della laurea europea, si tratta di un nuovo tipo di qualifica rilasciato “congiuntamente da più università di diversi paesi o eventualmente da un’entità giuridica europea istituita da tali università”.

La Commissione faciliterà e sosterrà gli Stati membri nel lavoro verso la laurea europea attraverso una serie di azioni concrete, tra cui un laboratorio europeo sulle politiche dei titoli di studio sostenuto dal programma Erasmus+, da istituire nel 2025, con l’obiettivo di coinvolgere gli Stati membri e la comunità dell’istruzione superiore sviluppare linee guida per una laurea europea.

L’obiettivo non è solo contribuire alla competitività dell’Europa “dotando i laureati di competenze a prova di futuro per padroneggiare le transizioni verde e digitale”, ma anche fornire un simbolo della ”identità europea comune” e un “forte senso di appartenenza europea”.

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