Futuro

Cancro al seno: l’AI può prevedere gli effetti collaterali post operazione e radioterapia?

Un team di ricerca internazionale ha creato Pre-Act grazie all’intelligenza artificiale, per avere previsioni più accurate e specifiche sulle possibili conseguenze delle cure del tumore (in particolare il linfedema del braccio). Il trial clinico inizierà a fine anno
Credit: Letícia Silva 
Tempo di lettura 3 min lettura
2 maggio 2024 Aggiornato alle 15:00

Un team di ricercatori internazionali ha sviluppato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale capace di prevedere quali pazienti affette da cancro al seno potrebbero sviluppare eventuali effetti collaterali in seguito a un intervento chirurgico e/o radioterapia.

Il progetto Pre-Act (Prediction of Radiotherapy side Effects using explainable AI for patient Communication and Treatment modification) è in grado di fare previsioni specifiche e accurate per ogni paziente, permettendo di avviare terapie personalizzate per le donne maggiormente vulnerabili.

I trattamenti per il cancro al seno (che ogni anno viene diagnosticato a circa 2 milioni di donne) possono avere diversi effetti collaterali come atrofia mammaria, linfedema del braccio e problemi cardiaci. In particolare, il team di ricerca ha raccolto informazioni su 6.316 pazienti con cancro al seno dalle banche dati europee per addestrare gli algoritmi; l’obiettivo: fare previsioni accurate sul linfedema del braccio fino a 3 anni post operazione e radioterapia.

Durante la 14° edizione dell’European Breast Cancer Conference, il dottor Tim Rattay (chirurgo senologo e professore associato al Leicester Cancer Research Center dell’Università di Leicester nel Regno Unito) ha annunciato che lo strumento sarà testato in uno studio clinico che, dalla fine di quest’anno, recluterà circa 780 pazienti in Francia, Olanda e Regno Unito, per iniziare a seguirle entro l’inizio del 2026 per i successivi due anni.

Grazie a Pre-Act, si potranno scegliere terapie mirate e specifiche per ogni paziente: nonostante «i tassi di sopravvivenza a lungo termine continuino ad aumentare, per alcune donne questo significa dover convivere con gli effetti collaterali derivanti dai trattamenti a cui sono state sottoposte – ha dichiarato Rattay – Lo strumento che stiamo progettando consente di offrire, alle pazienti con maggior rischio di gonfiore del braccio, ulteriori misure di supporto, come una manica di compressione da indossare durante il trattamento, capace di ridurre il gonfiore a lungo termine».

Alla fine di quest’anno sarà avviata la fase 01 dello studio clinico focalizzato, appunto, sulla la previsione del linfedema, ma gli studiosi stanno lavorando per estendere il trattamento anche agli altri effetti collaterali.

L’intelligenza artificiale ha previsto correttamente il linfedema nell’81,6% dei casi e ha identificato correttamente le pazienti che non lo avrebbero sviluppato nel 72,9%: l’accuratezza predittiva complessiva è stata del 73,4%.

Il dottor Simon Vincent, direttore della ricerca presso Breast Cancer Now, ha affermato che questo progetto consentirà di capire «Se, pur se ancora nelle sue fasi iniziali, l’uso dell’intelligenza artificiale possa consentire alle persone affette da cancro al seno di ricevere misure di cure e supporto più personalizzate, per ridurre al minimo gli effetti collaterali». Il progetto Pre-Act vorrebbe raggiungere il suo obiettivo nei prossimi 5 anni.

Ciò darà la possibilità alle donne con cancro al seno non solo di essere aiutate nell’effettiva cura del tumore ma anche, e soprattutto, di essere accompagnate nella ricerca della terapia più adatta a ognuna di loro, abbassando i rischi da effetti collaterali e migliorando la qualità della vita post trattamento.

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