Ambiente

Ponte sullo Stretto: l’orizzonte del progetto approvato è il 2032

Tra i prossimi passi ci sono l’analisi del Cipess, il piano degli espropri e gli aggiornamenti sulla compatibilità ambientale
Un rendering del Ponte sullo Stretto di Messina
Un rendering del Ponte sullo Stretto di Messina Credit: ANSA/US

La Lega ha fatto del Ponte sullo Stretto una bandiera da tempo e così - subito dopo l’ok al progetto definitivo - il suo leader, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha pubblicato una foto che lo ritrae sorridente con alle spalle una lunga campata sopra il mare.

“Un orgoglio e una grande soddisfazione”, è il commento, “Dopo più di 50 anni, finalmente si può partire già da quest’anno con i cantieri con l’obiettivo 2032, stesso anno in cui vedranno la luce la Metro C di Roma, la Tav tra Torino e Lione e il Tunnel di base del Brennero”. L’idea è aprire l’opera al traffico stradale e ferroviario fra otto anni, quindi.

L’approvazione della Relazione

Infatti il Consiglio di amministrazione della Società “Stretto di Messina”, presieduto dall’ingegner Giuseppe Recchi, ha annunciato ieri l’approvazione della relazione che ha aggiornato il progetto finale: a predisporla è stato il consorzio Eurolink, guidato dal Gruppo Webuild. Si parla di un costo totale intorno ai 14 miliardi di euro.

Con questo passaggio formale, può partire l’iter ministeriale che dovrebbe concludersi entro la metà del 2024 con l’analisi del Cipess, ovvero il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I passaggi successivi

A questo seguirà la Dichiarazione di Pubblica Utilità, che darà avvio al piano degli espropri: “Questa fase intermedia consentirà a tutti gli interessati di prendere visione della documentazione progettuale e formulare eventuali osservazioni”, assicura una nota ufficiale, “In tale contesto la società Stretto di Messina, con spazi dedicati sia a Messina che a Villa San Giovanni, fornirà il supporto necessario per una chiara ed esaustiva analisi della documentazione progettuale. Ciò in forza della necessaria attenzione nei confronti del Territorio per un aspetto così importante e delicato come gli espropri e con l’obiettivo di avviare il confronto fra le parti, per raggiungere soluzioni condivise con ciascun espropriando finalizzate a una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui”. In vista dei cantieri che dovrebbero aprire in estate non saranno meno importanti le operazioni propedeutiche riguardanti la viabilità, le indagini archeologiche, geognostiche e geotecniche, la predisposizione dei campi base e l’eventuale bonifica di ordigni bellici.

Gli organi coinvolti

Intanto, per verificare tutti gli aspetti della Relazione, è stato coinvolto un Expert Panel formato da quattro esperti di aerodinamica-aeroelastica, sismica, geotecnica e ambiente. Inoltre, come previsto dal Decreto-legge numero 35 del 31 marzo 2023, lo “Stretto di Messina” ha ottenuto il parere favorevole sulla Relazione con alcune raccomandazioni da parte del Comitato Scientifico.

Quest’ultimo è un organo autonomo e indipendente istituito dalla Legge 1158/1971: è composto da nove esperti nominati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti d’intesa con la Regione Calabria e la Regione Siciliana e, a esempio, ha chiesto espressamente che vengano realizzate alcune prove sperimentali.

«Si conferma un progetto straordinario, tecnicamente all’avanguardia e di riferimento a livello internazionale. Dopo i molti ponti ‘Messina Style’ costruiti nel mondo, è il momento di realizzarlo nello Stretto di Messina», ha dichiarato l’Amministratore delegato della società Pietro Ciucci.

Gli aggiornamenti da sviluppare

In generale, come spiega la nota, la Relazione ha attestato la rispondenza del Progetto Definitivo al Progetto Preliminare “con particolare riferimento alla compatibilità ambientale e alla localizzazione dell’Opera”.

In vista del Progetto Esecutivo, che verrà redatto con metodologie Building Information Modeling (Bim), devono però essere sviluppati ulteriori aggiornamenti relativi alle norme tecniche per le costruzioni, alla modellazione geologica e alla caratterizzazione geotecnica. Occorre verificare ulteriormente la normativa vigente in materia di sicurezza, i materiale per la costruzione, la valorizzazione turistica del ponte e la compatibilità ambientale.

Sotto questo piano, contestualmente alla Relazione, il cda ha approvato l’aggiornamento della documentazione ambientale e, in particolare, dello Studio di Impatto Ambientale (SIA), dello Studio di Incidenza Ambientale (SInCA), della Relazione di Ottemperanza e della Relazione Paesaggistica. Questi punti dovranno ora essere autorizzati dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, da quello della Cultura e dalle altre Autorità competenti.

Le caratteristiche tecniche

L’opera avrà una campata sospesa centrale di 3.300 metri, che coprirà gran parte della lunghezza complessiva di 3.666 metri, mentre l’altezza delle torri sulle due sponde sarà 399 metri. I cavi di sospensione saranno 4, ognuno dei quali avrà un diametro di 1,26 metri e sarà formato da 44.323 fili di acciaio.

La larghezza dell’impalcato, di 60,4 metri, consentirà la predisposizione di tre corsie stradali per senso di marcia, 2 corsie di servizio e 2 binari ferroviari. Idealmente il Ponte avrà una vita utile di 200 anni e sarà aperto al traffico 365 giorni l’anno, 24 ore al giorno.

Stando ai calcoli, il ponte e i collegamenti a terra non dovrebbero subire danni con un terremoto di magnitudo 7,1 sulla scala Richter. L’opera promette dunque di resistere a venti con velocità superiore a 300 km/h, anche se in oltre 20 anni di monitoraggi eolici effettuati a livello locale non sono mai stati superati i 150 km/h.

I cantieri collaterali

Il progetto implica altre opere stradali e ferroviarie di collegamento del Ponte al territorio. Tra queste ci sono 40 chilometri di raccordi viari e ferroviari, che per l’80% si svilupperanno attraverso gallerie: dal lato Calabria collegheranno l’autostrada del Mediterraneo A2 e la stazione FS di Villa San Giovanni mentre, dal lato Sicilia, le autostrade Messina-Catania A18 e Messina-Palermo A20, nonché la nuova stazione FS di Messina.

È confermata, inoltre, la realizzazione sul lato siciliano di tre fermate ferroviarie sotterranee - Papardo, Annunziata, Europa - che, unite alle stazioni di Villa S. Giovanni, Reggio Calabria e Messina daranno vita a un sistema metropolitano interregionale nell’area dello Stretto. È prevista anche la realizzazione di un nuovo Centro Direzionale in Calabria.

I tempi di attraversamento e l’occupazione

Il Ponte promette di far risparmiare 2 ore ai treni e fino a un’ora e mezza e ai veicoli, garantendo tempi medi di attraversamento di 15 minuti per i servizi ferroviari diretti tra Villa San Giovanni e Messina Centrale, rispetto agli attuali 120 per i treni passeggeri e 180 per i treni merci, e di 10/13 minuti su gomma rispetto agli attuali 70 per le auto e 100 per i mezzi merci.

Sul piano occupazionale, si stima che nel cantiere saranno impiegate mediamente 4.300 persone l’anno che raggiungeranno un picco di 7.000 addetti nel periodo di maggiore produzione. Per tutta la durata del cantiere - 7 anni - si prospetta un impatto diretto di circa 30.000 lavoratori l’anno, a cui si aggiungono per via indiretta o con l’indotto altre 90.000 persone.

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Infrastrutture
di Matteo Ocone 5 min lettura