Ambiente

Google mappa le emissioni di metano grazie ai satelliti e all’AI

Il motore di ricerca, in collaborazione con l’Environmental Defense Fund, offrirà i suoi servizi per contribuire a ridurre i gas serra
Credit: ANIRUDH    

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16 febbraio 2024 Aggiornato alle 15:00

Google e il gruppo ambientalista internazionale Environmental Defense Fund uniscono le forze per svelare, mappare, tracciare e quantificare le emissioni globali di metano, tra le cause del riscaldamento globale, con l’aiuto di algoritmi, Intelligenza Artificiale e satelliti come il nuovo MethaneSAT.

Le principali indiziate sono le operazioni legate a petrolio e gas serra, che verranno rilevate dallo spazio. La partnership, annunciata mercoledì 14 febbraio 2024, coinvolge realtà come lo Smithsonian Astrophysical Observatory, la School of Engineering and Applied Science e il Center for Astrophysics dell’University of Harvard.

“Questa è una delle azioni più potenti e a breve termine che possiamo intraprendere per ridurre il riscaldamento”, ha dichiarato Yael Maguire, Vice Presidente e Direttore Generale, Geo Developer & Sustainability di Google, perché riuscirci è fondamentale per limitare il rischio di incendi, siccità e altri eventi ambientali estremi: “Si traduce in un’aria più pulita e in comunità più sane”, ha aggiunto.

Si spera infatti che i dati satellitari raccolti, combinati con l’intelligenza artificiale e la mappatura delle infrastrutture di Google, possano migliorare la nostra “visione” complessiva del problema e la nostra capacità di mitigare le emissioni di metano. D’altra parte il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato e l’ultimo decennio è stato il più caldo dal 1850.

La premessa è proprio quella fornita dall’Agenzia Internazionale dell’Energia: attualmente il metano usato dagli esseri umani è responsabile del 30% del riscaldamento globale, con un grande contributo da parte dell’estrazione di combustibili fossili.

Da qui nasce la sfida di potenziare gli algoritmi di rilevamento del metano con il cloud computing e di applicare l’intelligenza artificiale alle immagini satellitari per identificare le infrastrutture di petrolio e gas in tutto il mondo: «Grazie a queste informazioni, le aziende energetiche, i ricercatori e il settore pubblico possono agire per ridurre le emissioni in modo più rapido ed efficace», ha spiegato Yael Maguire.

Nel dettaglio il nuovo satellite MethaneSAT mapperà, misurerà e traccerà il metano con una precisione senza precedenti. A inizio marzo verrà lanciato su un razzo Falcon 9 di SpaceX e orbiterà così intorno alla Terra 15 volte al giorno a un’altitudine di oltre 350 miglia, esaminando i livelli di metano nelle principali regioni produttrici di petrolio e gas del mondo.

Il progetto inoltre intende creare una cartina geografica mondiale delle perdite di metano: «Proprio come utilizziamo l’intelligenza artificiale per rilevare marciapiedi, segnali stradali e nomi di vie nelle immagini satellitari al fine di visualizzare informazioni utili in Google Maps», ha illustrato Maguire, «utilizzeremo l’AI anche per identificare le infrastrutture di petrolio e gas, come i contenitori di stoccaggio». Le mappe a esempio sono in grado di evidenziare le piazzole dei pozzi petroliferi in giallo, i martinetti della pompa dell’olio in rosso e i serbatoi in blu.

Tutti questi approfondimenti saranno disponibili per ricercatori e organizzatori entro la fine dell’anno sul sito web di MethaneSAT e tramite Google Earth Engine, piattaforma di monitoraggio ambientale su scala planetaria, dove i 100mila utenti attivi ogni mese potranno persino combinare diversi set di dati applicandoli a determinate aree e periodi.

«Capire come affrontare le emissioni di metano è una delle più grandi sfide climatiche che dobbiamo affrontare oggi. Siamo entusiasti di condividere informazioni utili che sono urgentemente necessarie per ottenere un impatto reale», ha concluso Yael Maguire.

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