Culture

Le canzoni di Sanremo conquistano le password degli italiani

Secondo l’azienda di cybersecurity NordPass, tra le parole più utilizzate ci sono “casamia01”, che prende spunto dal brano di Ghali, ma anche nomi di artisti e ospiti, come “Giovanni” per Sangiovanni e Allevi e “alessandra” per Amoroso
Credit: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI 
Alessia Ferri
Alessia Ferri giornalista
Tempo di lettura 3 min lettura
8 febbraio 2024 Aggiornato alle 13:00

Quando c’è Sanremo c’è solo Sanremo. Tutto si ferma, in tv ma anche altrove. Ogni cosa si declina al Festival della canzone italiana e non esiste (o quasi) sfumatura della vita che non ne sia anche solo blandamente sfiorata.

Va da sé che anche le abitudini degli italiani cambino leggermente le prime settimane di febbraio, e in un’era sempre più tecnologica, con la kermesse che vive buona parte di se stessa tramite le estensioni social, questi mutamenti non possono che riguardare anche il mondo digital.

In particolare, secondo lo studio dell’azienda di cybersecurity NordPass, già dalle settimane precedenti al Festival di Sanremo, le persone che si sono trovate a dover creare o aggiornare le proprie password, hanno optato per nomi inerenti proprio allo show.

I testi delle canzoni di quest’anno sono quelli che sembrano ispirare di più chi cerca opzioni a prova di hacker. “casamia01”, che prende spunto dal titolo del brano di Ghali, è per esempio una password utilizzata da 279 persone.

Molto in voga anche “amoremio”, un’espressione che pur non essendo in modo certo riconducibile al Festival, indubbiamente è presente in moltissimi testi in gara, e quindi potrebbe aver fatto accendere la lampadina a chi era in cerca della password perfetta. Per la precisione a 723 persone.

Stesso sistema per i nomi propri, da sempre tra i più usati, sebbene non sicurissimi: in questi giorni hanno un sapore meno generico ma decisamente sanremese, visto che ricordano quelli dei cantanti che si esibiscono sul palco dell’Ariston e di chi l’ha fatto in passato. Secondo l’elenco stilato da NordPass (in collaborazione con ricercatori indipendenti, grazie all’analisi di un archivio di 3 terabyte), va fortissimo “Giovanni”, vero nome di Sangiovanni e dell’ospite di ieri, seconda serata, Giovanni Allevi, utilizzata al momento da 881 italiani; “alessandra”, come Alessandra Amoroso, da 711. E poi “Gigi2960” da 708 persone, “Mpaola62” da 704, “Marco2002” da 502; “roberto” da 462; “chiara” da 333 e “Leoleo123!” da 290: tutti nomi riconducibili ai partecipanti delle scorse edizioni.

Al di là dell’enfasi del periodo e dell’idea di ricordare più facilmente password associate a una kermesse che in questi giorni catalizza l’attenzione come null’altro, creare password di questo tipo potrebbe non essere una buona idea. Come spiegano gli esperti, infatti, si tratta di password facilmente decifrabili e sebbene possa sembrare bella e divertente l’idea di supportare il proprio artista preferito in questo modo, sarebbe meglio non farlo.

Per evitare guai, quindi, il consiglio è di affidarsi ai vecchi sistemi, ovvero usare password il più possibile complesse, cambiarle spesso e dotare i propri dispositivi e account digitali di ulteriori strumenti di sicurezza, come l’autenticazione a due fattori o l’uso di scansione del volto o delle impronte digitali là dove è possibile.

Per godersi il Festival senza brutte sorprese.

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