Ambiente

Galápagos: da patrimonio dell’Unesco a vittima del narcotraffico

Tra le Isole ecuadoriane si diffondono a macchia d’olio narcotraffico e criminalità. E la debolezza dei controlli porta le autorità a sospettare di corruzione delle istituzioni
Credit: Reinhard Kaufhold/dpa-Zentralbild/ZB
Tempo di lettura 3 min lettura
19 gennaio 2024 Aggiornato alle 15:00

Nella tranquillità delle Isole Galápagos, sito patrimonio mondiale dell’Unesco celebrato per la sua fauna unica, è emerso un lato oscuro di attività criminale. Le isole, un tempo descritte da Charles Darwin come desolate ed extraterrestri, sono ora coinvolte in un intreccio di reti di traffico di droga.

Uno scenario improbabile per l’impresa criminale che è però diventato una tappa cruciale per i cartelli internazionali che facilitano il trasporto di cocaina dall’America del Sud agli Stati Uniti e all’Europa.

Minacce in aumento

Un’ombra, questa, che si abbatte sulle Isole Galápagos già dal 2021, quando si verificò un incidente singolare all’aeroporto José de Villamil di Isabela, una delle isole, rivelando l’entità della minaccia: un impiegato aeroportuale, sorpreso dall’atterraggio improvviso di un Cessna Conquest II, ha dato l’allarme. Ma l’aereo, sospettato di essere coinvolto nel traffico di droga, è stato abbandonato, lasciando dietro di sé i contenitori di carburante.

Una minaccia che nel corso del tempo si è aggravata a causa della sempre più frequente e sempre più preoccupante collaborazione tra le bande locali e i gruppi di criminalità internazionali, con le Galápagos che fungono da punto di rifornimento segreto per i trafficanti incaricati di far viaggiare la droga.

Ma perché proprio le Galápagos? L’attrattività di queste Isole per i trafficanti di droga risiede nella sua posizione strategica: l’Ecuador, situato tra i 2 Paesi che sono i maggiori produttori mondiali di cocaina – Colombia e Perù – è stato a lungo un punto di transito per le spedizioni dirette a nord. Tuttavia, i controlli sempre più intensi e i conseguenti sequestri hanno costretto i trafficanti a trovare un percorso diverso, noto come “Via del Deserto”, che si snoda a Sud e a Ovest delle Galápagos.

E proprio intorno alle Isole soltanto nel 2023 le autorità hanno sequestrato quasi 25 tonnellate di droga, facendo registrare un aumento del 150% rispetto all’anno precedente.

Un rifugio per l’impresa criminale

Un fattore che contribuisce all’aumento della criminalità è la debolezza delle misure di sicurezza negli aeroporti e nei moli, che, in questo modo, diventano un ambiente ideale per le operazioni criminali.

In questo scenario, il traffico di droga però non è l’unico problema che affligge le Isole: i sequestri di cocaina sono stati infatti accompagnati dalla scoperta di armi impiegate dalle bande locali che lottano per il controllo delle rotte e della droga stessa.

E la comunità si trova ora ad affrontare la destabilizzazione sociale: l’arrivo misterioso e la successiva scomparsa dell’aereo Cessna evidenziano le scarse misure di sicurezza, tanto da portare le autorità a sospettare della complicità interna della polizia locale e del personale dell’aeroporto, sollevando preoccupazioni sulla corruzione che si insinua tra le istituzioni.

Leggi anche
Inquinamento
di Giacomo Talignani 2 min lettura