Diritti

Uk: arrivano le linee guida sull’identità di genere a scuola

Secondo il Dipartimento per l’Istruzione chi ha “credenze religiose o altre convinzioni” in conflitto con la social transition potrà fare deadnaming e non usare i pronomi preferiti. No a strutture e sport unisex
Credit: Zen Chung  
Tempo di lettura 3 min lettura
28 dicembre 2023 Aggiornato alle 08:00

In vista delle elezioni 2024, il Dipartimento per l’Istruzione del governo inglese dovrebbe pubblicare una guida per permettere alle scuole di adottare standard e procedure comuni in tema di orientamento sessuale e identità di genere. Le prime regole diffuse definiscono i modi in cui gli insegnanti devono comportarsi se gli alunni comunicano di voler intraprendere la transizione sociale, ovvero chiedono di essere identificati con un genere diverso rispetto a quello biologico.

La discussione sulla guida alle tematiche Lgbtqai+ nelle scuole è in corso da tempo. Da 5 anni che il governo ne ha promesso la pubblicazione, mentre a inizio dicembre l’ex prima ministra Liz Truss ha proposto un disegno di legge che chiede di vietare l’accesso alla terapia ormonale e la transizione sociale dei minori di 18 anni. Nelle scuole, il ddl propone di impedire agli studenti di utilizzare un nuovo nome, pronomi o uniformi differenti da quelli assegnati in base alla nascita.

Il sindacato degli insegnanti inglesi National Education Union ha comunicato che troppi giovani queer vivono ancora esperienze negative a scuola, mentre un rapporto provvisorio indipendente commissionato dal Servizio sanitario nazionale sui servizi di identità di genere per bambini e giovani ha affermato che sono necessarie maggiori informazioni sulla transizione sociale. Ma per il governo è necessario che i docenti adottino un approccio più cauto sui temi Lgbtqai+.

Secondo le recenti linee guida fornite dal Dipartimento per l’Istruzione sul tema della transizione sociale, gli insegnanti dovrebbero informare i genitori se i loro figli desiderano cambiare la propria identità di genere a scuola e valutare con loro il percorso da intraprendere. Al contempo, gli insegnanti possono evitare di condividere informazioni sensibili se ritengono che un bambino possa essere esposto a rischi significativi.

La ministra per le Pari opportunità, Kemi Badenoch, ha detto che le attuali linee guida stabiliscono che “le scuole non hanno il dovere di accettare la richiesta di un bambino di intraprendere la transizione sociale”. Gli insegnanti o gli alunni non dovrebbero essere costretti a usare pronomi diversi da quelli assegnati alla nascita, ha aggiunto.

In particolare, nella bozza delle linee guida si legge che il personale docente, gli alunni e i genitori che “hanno credenze religiose o altre convinzioni che sono in conflitto con la decisione” della transizione di genere potranno evitare di utilizzare il nuovo nome e i pronomi richiesti.

Le nuove disposizioni indicano inoltre che i servizi igienici, gli spogliatoi e l’accesso ad alcuni sport all’interno delle scuole dovrebbero essere differenziati in base al sesso. “Le scuole non devono permettere a un bambino, di età pari o superiore a 11 anni, di cambiarsi o lavarsi davanti a un bambino del sesso opposto”, dicono le linee guida del Governo.

L’Association of School and College Leaders, che raduna i presidi delle scuole e delle università inglesi, ha accolto con favore le nuove regole, affermando che la esaminerà per garantire che siano chiare e realizzabili.

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