Ambiente

Cop28: l’80% dei partecipanti alla consultazione globale Unicef ha meno di 30 anni

Tra luglio e settembre 2023, l’iniziativa lanciata da U-Report e supportata da Youngo, organizzazione giovanile della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha raggiunto le voci di 770.000 persone
Credit: EPA/MARTIN DIVISEK   
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12 dicembre 2023 Aggiornato alle 11:00

In un segnale senza precedenti di mobilitazione giovanile, oltre 770.000 individui, di cui più dell’80% rappresentato da giovani sotto i 30 anni, hanno partecipato a una consultazione globale sull’urgenza della preparazione ai cambiamenti climatici.

L’iniziativa, sostenuta da Unicef in collaborazione con Youngo, il gruppo ufficiale dei giovani della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e con i Youth Climate Champions (Ycc) della Cop28, si è svolta tra luglio e settembre 2023.

La piattaforma globale di partecipazione U-Report e altre 57 piattaforme regionali e nazionali hanno giocato un ruolo fondamentale nell’agevolare la partecipazione di un vasto pubblico, tra cui quasi 900 U-Reporter italiani.

Tra coloro che hanno condiviso la propria identità di genere, emerge che il 64% si identifica come uomo, mentre il 35% si identifica come donna.

Quanto all’età anagrafica, il 60% dei partecipanti ha dichiarato di avere meno di 24 anni, indicando una partecipazione significativa della fascia giovanile.

Dal punto di vista delle origini, il 34% degli intervistati proviene da comunità rurali, evidenziando dunque la rappresentanza di esperienze legate a contesti agricoli e non urbani. Anche la diversità etnica è ben fotografata dalla consultazione, con circa il 27% dei partecipanti che dichiara di appartenere a comunità indigene.

Da notare anche la partecipazione al sondaggio di individui con esperienze di mobilità, dal momento che il 13% degli intervistati si identifica come rifugiato o migrante.

I dati raccolti da U-Report restituisce un quadro d’insieme molto interessante. In questo senso, l’eterogeneità del campione analizzato rivela che diversità e inclusività sono gli ingredienti principali di questa consultazione.

Prendendo poi in considerazione l’alto tasso di partecipazione giovanile al sondaggio, a emergere chiaramente dai risultati sono le percezioni dei giovani stessi in merito ai cambiamenti climatici.

A tal proposito, nel contesto dell’educazione ambientale, il 24% degli intervistati segnala di non aver mai ricevuto informazioni sulla crisi climatica a scuola, mentre il 33% ritiene di non aver appreso abbastanza. In contrasto, il 32% ha dichiarato di aver imparato molto sul cambiamento climatico durante il percorso scolastico.

La consapevolezza del rischio è decisamente più diffusa, e si manifesta nel 65% degli intervistati, che concorda con l’affermazione “Se non imparo a conoscere i cambiamenti climatici e a rispondere a essi, il mio futuro sarà a rischio”.

Quanto alla propensione a una partecipazione attiva nel tessuto sociale, il 48% ritiene di comprendere come contribuire a modificare le politiche climatiche del proprio Paese, mentre il 32% non si sente in grado di farlo. Tuttavia, il 66% crede che le proprie azioni possano influenzare positivamente tali politiche.

Fondamentale anche quanto emerso dai quesiti riguardanti formazione e sviluppo di capacità di adattamento. Preoccupa il fatto che appena il 58% degli intervistati considera adeguate le competenze acquisite per affrontare ai cambiamenti climatici e gestire i suoi effetti.

A Dubai, i dati di questa consultazione hanno costituito una componente essenziale dello Youth Stocktake presentato a Cop28 lo scorso 8 Dicembre, in occasione dello Youth and Education Day.

Indubbiamente, il lancio dell’iniziativa ha rappresentato un punto di svolta un programma che ha ribadito l’importanza di garantire un coinvolgimento più ampio e una partecipazione attiva e inclusiva dei giovani di tutto il mondo nei processi decisionali globali mirati all’azione climatica.

In questa stessa occasione, anche l’Unicef ha sollecitato i leader mondiali a garantire che le decisioni adottate riflettano consapevolmente le esigenze delle nuove generazioni.

Per fare ciò, alcune delle richieste avanzate riguardano la valorizzazione dei contributi dei giovani nella cover decision della Cop28, l’inserimento di riferimenti sull’equità intergenerazionale nel Global Stocktake (Gst) e la mobilitazione di finanza climatica orientata alla protezione dei bambini nel fondo Loss & Damage.

Se quello compiuto a Cop28 rappresenta un passo in avanti significativo per l’inclusione dei più giovani nei processi decisionali globali che riguardano l’azione climatica, non possiamo ignorare che molto c’è ancora da fare, soprattutto in termini di educazione ambientale.

Proprio i risultati di un sondaggio Unicef-Gallup, che vi abbiamo raccontato ieri, se è vero che circa l’85% dei giovani fra i 15 e i 24 anni afferma di aver sentito parlare del cambiamento climatico, soltanto il 50% di loro saprebbe fornirne una definizione corretta.

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