Ambiente

Kit di posate sostenibili e… piccole grandi idee per il Pianeta

Non solo raccolta differenziata e prodotti biodegradabili. Se vuoi prenderti cura della Terra in modo geniale e green, ecco la rubrica che fa per te
Tempo di lettura 4 min lettura
11 dicembre 2023 Aggiornato alle 15:00

Tra gli slogan più ricorrenti delle manifestazioni per il cambiamento climatico e contro l’inquinamento ambientale, ricordiamo tuttə il famoso “There is no planet B”. Già, non esiste un Pianeta B, ma un piano B c’è. Anzi, più di uno.

Ogni giorno c’è qualcunə che ne sa una più del diavolo e lancia idee geniali e invenzioni eccezionali ed ecosostenibili.

Come? Dando una nuova vita a oggetti quotidiani che regolarmente gettiamo senza riflettere sulle possibilità di riutilizzo, o ingegnandosi per trasformare il banale in straordinario.

Se ti sei chiestə almeno una volta cosa puoi fare per salvare il Pianeta, ma le risposte che hai trovato erano sempre le solite e banali raccomandazioni che segui già da una vita, allora questa è la rubrica che fa per te. Abbiamo raccolto le migliori invenzioni che possono aiutare la Terra che abitiamo. Tu sei dei nostri?

The Pebble

Si tratta di un kit di posate ecofriendly firmato da Otherware, un marchio nato dalla collaborazione tra Pentatonic, azienda di design e tecnologia sensibile al tema dell’economia circolare, e I am Other, il collettivo creativo assemblato dal cantante Pharrell Williams.

Il kit comprende una forchetta, un coltello, un cucchiaio, una cannuccia e una coppia di bacchette che sono 100% ecofriendly: infatti, gli utensili non solo possono essere riciclati dopo l’utilizzo, ma sono anche interamente frutto del riciclo di materiali derivati dal packaging dei prodotti alimentari e di scarti dei Cd.

L’intero set, infattim è realizzato con il policarbonato con cui sono composti cd e dvd e diversi packaging alimentari, a cui si aggiunge dell’acciaio inossidabile da fonti di riciclo. Tutti gli utensili del kit sono ripiegabili, smontabili e lavabili in lavastoviglie, racchiusi in una custodia portatile a forma di ciottolo a cui è attaccato un piccolo gancio per portare il set sempre con sé.

Cheer Project

Cheer Project è un progetto sostenibile che nasce dall’idea del designer Gaurav MK Wali che utilizza gli scarti della potatura degli alberi, per la precisione aghi di pino, come materia prima 100% bio per realizzare nuovi prodotti di design.

Il processo di produzione è circolare; la composizione è a base biologica, al 100% biodegradabile e riciclabile, non causa inquinamento o spreco nel processo di lavorazione ed è un degno sostituto della plastica.

Come avviene la lavorazione? Per prima cosa gli aghi di pino, dopo essere stati raccolti, vengono sminuzzati in minuscoli componenti a cui vengono, poi, aggiunte cere e leganti naturali (resine vegetali), fino a ottenere un materiale composito omogeneo.

A questo composto è possibile aggiungere colori naturali ottenuti da spezie e ortaggi per ottenere colorazioni diverse degli oggetti di design che si possono realizzare versando il composto in appositi stampi dalle forme più svariate.

Tutte le fasi del processo sono naturali e contribuiscono alla realizzazione di un materiale biodegradabile, ignifugo, impermeabile e riciclabile a partire da materie prime che potrebbero essere non solo inutilizzate ma anche potenzialmente dannose.

Guum wheel

Guum Wheel è un progetto sviluppato da Hugo Maupetit e Vivian Fischer, due studenti francesi che hanno trovato un modo per raccogliere le gomme da masticare scartate e trasformarle in colorate ruote da skateboard di plastica riciclata.

Per realizzare il progetto, i due studenti hanno installato nelle strade di Nantes diversi pannelli stradali dove i passanti possono attaccare le loro gomme da masticare usate, anziché buttarle a terra.

Ogni settimana, i pannelli vengono raccolti per essere lavorati e trasformati nel prodotto finale: le gomme vengono macinate insieme allo stesso pannello su cui sono state attaccate, realizzato in plastica polimetilmetacrilato (Pmma), un materiale che aiuta a stabilizzare la gomma da masticare mentre viene fusa.

Dopo la fusione dei materiali, il composto di pannello e gomme viene miscelato con un legante e coloranti naturali, per poi essere stampato a iniezione per creare le ruote da skateboard, disponibili in 4 dimensioni e 3 diversi livelli di durezza: per ogni ruota, servono tra le 10 e le 30 gomme, a seconda della dimensione che si vuole realizzare.

Una volta consumata, la ruota della gomma da masticare può essere nuovamente macinata e fusa per creare una nuova ruota, formando un sistema a circuito chiuso.

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