Ambiente

Le banche green finanziano le aziende inquinanti

Gli istituti di credito attenti alle politiche ambientali presterebbero denaro alle industrie “brown”, ovvero alle imprese con alti livelli di emissioni di carbonio. La denuncia dal blog della Banca Centrale Europea
Credit: Karolina Grabowska.
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7 dicembre 2023 Aggiornato alle 20:00

Le banche green finanziano l’industria brown. È questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato dal blog della Banca Centrale Europea - Bce. Gli istituti bancari più importanti dell’area euro, che fanno delle politiche ambientali uno dei loro baluardi nei rapporti con gli investitori, sono quelli che prestano più denaro all’industria brown, ossia a quelle imprese che hanno le più alte emissioni di carbonio.

A mettere in evidenza questa forte discrepanza è stata ricerca pubblicata sul blog della Banca Centrale Europea; le “autrici” della denuncia sono Mariassunta Giannetti, Martina Jasova, Maria Loumioti e Caterina Mendicino: 3 accademiche e 1 economista della Bce.

È importante sottolineare che questa indagine non rispecchia in alcun modo l’opinione ufficiale della Bce. La scelta, comunque vada, di pubblicare il contenuto sul proprio blog significa che l’istituto non se ne è dissociato. Anzi, ne ha addirittura amplificato il contenuto.

Banche green che finanziano l’industria brown

Al centro della ricerca, 109 gruppi bancari di rilevanza sistemica nell’area euro: tutti istituti vigilati direttamente dalla Bce che hanno 550 banche controllate. Per effettuare la ricerca, sono stati utilizzati i dati granulari sui prestiti del database AnaCredit. Successivamente sono stati abbinati all’analisi report che le banche fornivano agli azionisti e agli investitori per le politiche sull’ambiente.

È bene precisare che AnaCredit costituisce un database al cui interno sono contenute le informazioni dettagliate relative ai prestiti bancari erogati a livello individuale in tutta l’area dell’euro. Le ricercatrici hanno passato al setaccio 1.397 relazioni agli investitori e i comunicati presenti nei vari siti web degli istituti bancari. Il periodo preso in considerazione è quello compreso tra il 2014 e il 2020.

Complessivamente sono stati analizzati circa 800.000 prestiti. Si è partiti da un’esposizione minima dell’azienda indebitata pari a 25.000 euro, senza distinzioni tra piccole, medie e grandi imprese.

I prestiti erogati

All’interno dello studio vengono messi a confronto i prestiti erogati e gli obiettivi verdi che si sono prefissate le banche, soprattutto quelli che sono oggetto di divulgazione nei rapporti con gli investitori.

Il cambiamento climatico costituisce una minaccia anche per l’economia. In questo contesto, le banche hanno un ruolo fondamentale nel momento in cui finanziano le imprese: il loro apporto diventa importante per traghettarle verso un’economia più verde. Questo è il motivo per il quale le autorità di vigilanza tengono continuamente sotto osservazione le informazioni ambientali che vengono fornite direttamente dalle banche.

Dall’analisi è emerso che banche che si dipingono più consapevoli sugli aspetti climatici e le sfide ambientali del futuro sono anche quelle che prestano più denaro all’industria brown.

Secondo le ricercatrici, questa situazione è coerente con il fatto che gli istituti di credito, che hanno una maggiore esposizione con le industrie con alte emissioni di carbonio, sono sottoposti a maggiori pressioni per divulgare la propria strategia ambientale e rendere noti i propri piani di decarbonizzazione.

Lo studio ha messo in evidenza che “le aziende con emissione di carbonio maggiore che ottengono prestiti da banche con un’informativa ambientale più ampia non finiscono per diminuire le loro emissioni o per impegnarsi in obiettivi di emissione volontari”.

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