Ambiente

Cop28 ospita un padiglione per chi vuole pregare contro l’eco-ansia

Il Faith Pavilion appena inaugurato è un rifugio sicuro per i fedeli che vogliono ritagliarsi uno spazio spirituale tra le numerose preoccupazioni per la crisi climatica
Credit: EPA/MARTIN DIVISEK 
Tempo di lettura 3 min lettura
11 dicembre 2023 Aggiornato alle 08:00

C’è chi ha l’eco-ansia, chi l’angoscia climatica. I casi sono probabilmente sempre di più e negli ultimi tempi se ne parla tanto. La Cop28 offre un luogo silenzioso riservato alle persone che soffrono di questi problemi e dedicato principalmente alla spiritualità.

In questo spazio si può meditare ma soprattutto pregare, nel caso dei credenti, anche ogni giorno. Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, infatti, hanno inaugurato il Faith Pavilion presso Expo City a Dubai, domenica scorsa con un video-messaggio.

«È importante trovarci, al di là delle nostre differenze, come fratelli e sorelle nell’umanità, e soprattutto come credenti, per ricordare a noi stessi e al mondo che, come pellegrini attendati in questa terra, siamo tenuti a custodire la casa comune», ha dichiarato il Pontefice nel suo discorso.

Così tra le attività del primo Padiglione della Fede, segnalate dal New York Times, c’è persino una sessione di canto guidata dal mistico e yogi indiano Jaggi Vasudev, che si fa chiamare Sadhguru.

Il padiglione inoltre è pensato per essere un posto in cui pastori, imam, rabbini e altri leader religiosi possano incontrarsi e scambiare idee su come guidare le persone affinché sappiano orientarsi tra gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico.

In fondo l’ambientalismo permea praticamente tutte le religioni, dal Buddhismo alla fede shintoista giapponese, perlomeno attraverso il riconoscimento della natura come entità divina.

Basti pensare che solamente durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, quindi in poco meno di 2 settimane, il programma prevede diversi dibattiti fra oltre 300 rappresentanti di Islam, Cristianesimo, Ebraismo, Induismo, Universalismo Unitario e fedi indigene.

Stando al reportage di Jenny Gross del Nyt, le prime sessioni di “sostegno morale” tenute (sia al mattino che alla sera) da delegati di differenti religioni sono state scarsamente frequentate, ma non è detto che l’affluenza non possa migliorare e aumentare, soprattutto se gli esiti della Cop28 si rivelassero man mano deludenti e facessero sprofondare le coscienze verso un’inevitabile rassegnazione.

Quindi, mentre i Paesi studiano modi per ridurre le emissioni e le compagnie petrolifere difendono i loro interessi, i religiosi possono tenersi lontani da queste tensioni, trovando rifugio nel Padiglione della Fede, che rappresenta tra l’altro un esperimento insolito per gli Emirati Arabi Uniti.

In generale, uno spazio di questo tipo (nel bel mezzo di una Conferenza globale attraversata da problemi planetari, con il riscaldamento globale che galoppa) può costituire a suo modo un veicolo per cercare di diffondere un po’ di speranza.

D’altra parte i risultati del rapporto Gallup World Poll hanno dimostrato che le persone religiose sono più positive: in tutto il mondo, i fedeli godono di una migliore vita sociale, di un più ampio supporto da parte della comunità e di un maggior benessere. In effetti questa può essere una chiave per guardare anche ai cambiamenti climatici e al futuro. Insomma, ci vuole fede.

Leggi anche