Economia

I 200 anni di Fondazione Cariplo, la banca dei Lombardi

Nata nel 1823 per soccorrere e supportare il territorio in momenti di crisi e di sviluppo oggi la “Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde” è diventata Intesa Sanpaolo, ma la sua mission non è cambiata
Palazzo Melzi d'Eril, sede storica di Cariplo
Palazzo Melzi d'Eril, sede storica di Cariplo Credit: fondazionecariplo.it  
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5 dicembre 2023 Aggiornato alle 16:00

Pochi giorni fa, a Milano, si è tenuto l’evento celebrativo dei bicenteario di Cariplo e Intesa San Paolo. Il 12 giugno 1823, infatti, nasceva la “Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde”, la più antica banca lombarda protagonista della ricostruzione e del Boom economico. La sua attività, dopo l’integrazione tra Cariplo e Ambroveneto nel 1997, è confluita nell’odierna Intesa Sanpaolo, mentre il nome resiste nella Fondazione Cariplo, azionista con il 5,2% della Ca’ de Sass.

Tra le iniziative per festeggiare la ricorrenza anche il podcast I 200 anni di Cariplo, già disponibile su Intesa Sanpaolo On Air, e il documentario La buona crescita. 200 anni di Cariplo, prodotto da 3d Produzioni con il sostegno di Intesa Sanpaolo, in programma sui canali Rai nel mese di gennaio. Queste produzioni raccontano la storia della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde a partire da ciò che la Cassa è sempre stata per la gente lombarda: soccorso nei momenti difficili, promotrice del bene comune, motore del progresso della regione.

«In Intesa Sanpaolo riteniamo di avere raccolto l’eredità non solo di ordine aziendale, economico, ma anche di ordine ideale che entrambi questi istituti di credito hanno avuto nella storia del credito italiano, in particolare operando qui nel mondo milanese ma diventando banche al vertice del sistema. Ci riteniamo non solo eredi, ma impegnati a mantenere questa eredità, che ci tengo a ripetere non è soltanto di ordine economico, ma di ordine civile e spirituali», ha affermato il Presidente Emerito di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli in occasione del convegno moderato da Ferruccio de Bortoli, presidente della Fondazione Corriere della Sera, che ha visto la partecipazione dei professori Elena Beccalli, Paolo Mottura, Roberto Ruozi, Gianpiero Fumi e dell’ex presidente di Cariplo Roberto Mazzotta.

L’impegno di Fondazione Cariplo agisce su due livelli: sulle emergenze immediate e sullo sviluppo di risorse per evitare nuove emergenze in futuro. «Il nostro compito – ha affermato Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo – è quello di fare in modo che in presenza di un quadro negativo noi possiamo intervenire con le nostre risorse in situazioni di crisi, anche con le riserve che abbiamo a disposizione. E se l’economia riprende a crescere sarà nostro compito di sostenere questo volano con i nostri investimenti».

A sottolineare ulteriormente il ruolo dell’ente di via Manin è stato anche Giuseppe Guzzetti, per ventidue anni Presidente di Fondazione Cariplo ed ex vertice Acri: «Oggi Intesa Sanpaolo è una grande banca e Carlo Messina è un grande banchiere. E io sono contento di questo e del fatto che Giovanni Bazoli ha scelto Messina», afferma Guzzetti. «Noi, come fondazioni bancarie, abbiamo fatto gli azionisti senza mai interferire nella gestione e questo ha consentito alla banca di crescere, diventare forte ed essere un grande istituto di credito».

Anche Paolo Maria Grandi, chief governance officer di Intesa Sanpaolo, ha riconosciuto la forza dei due istituti: «Cariplo e la Fondazione sono stati lievito dell’economia, essendo al servizio dell’economia reale, e Intesa ha raccolto questa eredità».

L’origine dell’Istituto affonda nel soccorso e nel supporto del territorio in momenti di crisi e di sviluppo. Come sottolineano Intesa e Cariplo in un comunicato stampa, “attraverso gli utili della Cariplo, che venivano in larga parte ‘restituiti’ in beneficenza al territorio di riferimento, il circuito virtuoso risparmio/beneficenza trovò un formidabile slancio: le erogazioni, elargite ininterrottamente per un lunghissimo lasso di tempo, hanno infatti contribuito in modo rilevante alla creazione di un complesso sistema assistenziale che ha inciso in modo profondo e duraturo su alcune infrastrutture portanti della società lombarda (ospedali, asili, strutture assistenziali per i poveri in primis)”.

L’Istituto, che nel corso dell’Ottocento si affermò come punto di riferimento per aziende e famiglie, ha mantenuto nel tempo la sua vocazione sociale e “nel secondo dopoguerra, Cariplo è tra le protagoniste della ricostruzione e del boom economico che ne segue, assecondando il suo portato di entusiasmo e di ottimismo. A partire dagli anni Sessanta, l’istituto è ormai di fatto una banca commerciale e nel ventennio successivo si assiste alla grande espansione territoriale di Cariplo in ambito nazionale e internazionale.”

E la mission resta anche oggi. «Cerchiamo di aiutare a sviluppare iniziative che creino valore condiviso, di usare questo valore condiviso per ridurre le disuguaglianze e di mantenere vivo questo territorio, perché non dobbiamo pensare che le cose positive che ci sono oggi, ci saranno automaticamente nel futuro», ha detto Azzone.

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