Ambiente

Pittura sostenibile e… piccole grandi idee per il Pianeta

Non solo raccolta differenziata e prodotti biodegradabili. Se vuoi prenderti cura della Terra in modo geniale e green, ecco la rubrica che fa per te
Credit: Mikhail Nilov 
Tempo di lettura 5 min lettura
4 dicembre 2023 Aggiornato alle 16:00

Tra gli slogan più ricorrenti delle manifestazioni per il cambiamento climatico e contro l’inquinamento ambientale, ricordiamo tuttə il famoso “There is no planet B”. Già, non esiste un Pianeta B, ma un piano B c’è. Anzi, più di uno.

Ogni giorno c’è qualcunə che ne sa una più del diavolo e lancia idee geniali e invenzioni eccezionali ed ecosostenibili.

Come? Dando una nuova vita a oggetti quotidiani che regolarmente gettiamo senza riflettere sulle possibilità di riutilizzo, o ingegnandosi per trasformare il banale in straordinario.

Se ti sei chiestə almeno una volta cosa puoi fare per salvare il Pianeta, ma le risposte che hai trovato erano sempre le solite e banali raccomandazioni che segui già da una vita, allora questa è la rubrica che fa per te. Abbiamo raccolto le migliori invenzioni che possono aiutare la Terra che abitiamo. Tu sei dei nostri?

Pittura Airlite

Airlite è una pittura ecologica ed ecosostenibile che non inquina, non nuoce alla salute, rispetta il Pianeta ed è prodotta da fonti di energia 100% rinnovabile.

Questa innovativa pittura, che si presenta con una consistenza in polvere e che per essere applicata deve essere semplicemente diluita in acqua, funziona come un depuratore d’aria naturale e aiuta a ridurre l’inquinamento atmosferico fino all’88.8%: per attivare le sue straordinarie proprietà ha bisogno solo dell’azione combinata dell’aria e della luce.

Infatti, utilizzando una tecnologia a semiconduttore, Airlite genera sulla superficie della parete delle cariche elettriche che si combinano con il vapore acqueo e l’ossigeno presenti nell’aria, generando degli ioni negativi che neutralizzano gli inquinanti presenti nell’aria, una volta che questi vengono in contatto con la parete.

In questo modo, Airlite è in grado di eliminare gli agenti inquinanti dall’aria come gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo, i VOC, le polveri sottili fino all’90%, con lo stesso effetto di un bosco di alberi ad alto fusto delle stesse dimensioni.

Non è finita: infatti, se applicata all’esterno, la particolare pittura sostenibile è in grado di riflettere la componente calda della luce solare e le radiazioni solare infrarossi, consentendo anche di risparmiare fino al 30% di energia elettrica per il condizionamento degli ambienti.

Francobolli sostenibili

L’idea dei francobolli sostenibilii arriva dal designer italo-spagnolo Pablo Dorigo, che utilizza Alga Carta, una carta speciale ricavata dalle alghe, per creare i timbri che raccontano una storia. Dorigo, infatti, ricicla le alghe inquinanti della laguna di Venezia per lavorarle e trasformarle in una carta che riproduce perfettamente quella filigranata dai francobolli tradizionali.

Il progetto, dal nome From Venice with algae, prende spunto dalla carta alle alghe, una particolare carta che nasce nel 1992, quando il governo italiano chiese alla cartiera veneziana Favini di sfruttare in qualche modo gli accumuli di alghe che stavano danneggiando l’ecosistema della laguna veneziana.

In un processo brevettato, le alghe vengono essiccate e macinate in un mulino speciale. Per creare la carta dei francobolli, poi, delle fibre di cellulosa vengono appese in acqua pulita per 24 ore, e vengono lasciate macerare.

Le fibre vengono poi trasferite in un contenitore e mescolate con le alghe precedentemente polverizzate finemente e grossolanamente in quantità variabili, a seconda del colore e della consistenza desiderata della carta: più la polvere è grossolana, più la superficie della carta sarà irregolare e ruvida e più il colore sarà scuro (il colore può andare dall’avorio al marrone scuro).

Infine, un deckle, un dispositivo simile a un telaio utilizzato per modellare la pasta di carta, viene immerso nella miscela e utilizzato per raccogliere le fibre, prima di lasciarle asciugare sotto una pressa per 48 ore.

R.E.D Mud

Un gruppo di studenti del Royale College of Art - composto dai designer Guillermo Whittembury, Joris Olde Rikkert, Kevin Rouff e Luis Paco Bockelmann - ha escogitato un modo per creare una serie di oggetti di design riciclando i residui tossici generati dalle raffinerie di alluminio che utilizzano il processo Bayer per trasformare il minerale di bauxite in allumina.

È così che nasce il progetto R.E.D Mud, un progetto che trasforma il fango rosso, tossico e pericoloso, in un materiale ceramico utilizzabile e sicuro.

Il fango rosso - il cui nome è dovuto agli ossidi di ferro, che possono raggiungere il 60% in peso della sostanza - è un rifiuto generato dalla lavorazione della bauxite impiegata per la produzione industriale dell’alluminio e a livello mondiale vengono prodotte ogni anno circa 77 milioni di tonnellate di questo materiale pericoloso.

Il problema più grande che rappresenta l’emergenza legata a questo fango è il suo smaltimento: infatti, nella maggior parte dei casi viene scaricato in bacini di decantazione e accumulo, una pratica rischiosa dal punto di vista ambientale a causa dell’ elevata alcalinità

Il progetto R.E.D. Mud (Red Mud è l’inglese per Fango Rosso ma R.E.D. è anche acronimo per Residue Enabled Design cioè “Progettazione Grazie ai Residui”), nasce per studiare nuovi metodi di trasformazione dei pericolosi residui del fango, creando set di stoviglie in “ceramica” e altre forme funzionali e di design che riecheggiano l’estetica industriale, con forme che ricordano le ciminiere delle fabbriche, i silos e i camini.

Il materiale è composto principalmente da ossido di ferro (ruggine), caratterizzando il set di stoviglie con il suo colore rosso vibrante.

Usando temperature di cottura diverse però è stato possibile creare varie sfumature di colore dallo stesso materiale che vanno da un morbido terracotta rosso, fino al viola, e infine al quasi nero.

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