Diritti

Victoria’s Secret rivoluziona la lingerie: nuova linea adattiva per donne con disabilità

Inclusività e stile si fondono in una collezione di intimo accessibile, che ridisegna i canoni della bellezza
Credit: Via victoriassecret.com 
Tempo di lettura 4 min lettura
3 dicembre 2023 Aggiornato alle 09:00

In passato Victoria’s Secret ha ricevuto molte critiche per la sua mancanza di attenzione alla diversità e per aver promosso un’immagine femminile stereotipata attraverso i suoi famosi “Angeli”, modelle che rappresentavano un ideale di donna estremamente sessualizzato, che enfatizzava la bellezza fisica escludendo ogni altra idea di corpo.

Tuttavia, dal 2021, grazie all’influenza di diverse figure femminili carismatiche e fonti di ispirazione all’interno dell’azienda, si è assistito a un significativo cambiamento, che nel 2022 ha portato alla realizzazione di una campagna fotografica che mostrava le modelle in compagnia di madri e nonne, celebrando così un concetto di bellezza che abbraccia diverse generazioni.

Il percorso di rinnovamento del brand prosegue oggi verso una riscrittura dei canoni di bellezza e desiderabilità attraverso il lancio di una collezione adattativa che si distingue per la sua accessibilità e comodità, mantenendo allo stesso tempo lo stile sensuale tipico del marchio. Gli indumenti sono realizzati con tessuti piacevoli al tatto, dotati di spalline regolabili e convertibili, e caratterizzati da chiusure magnetiche innovative, sia anteriori per i reggiseni sia laterali per gli slip. Questo design consente alle donne con difficoltà motorie di indossare e togliere gli indumenti in autonomia e con facilità​.

Per sviluppare la linea, Victoria’s Secret ha collaborato con Gamut Talent Management, un’agenzia specializzata nel formare i grandi marchi a rispondere alle necessità delle persone con disabilità.

«Nel continuo percorso di trasformazione del brand ci siamo accorti che i nostri prodotti lasciavano fuori una gran parte di persone che avrebbe potuto e dovuto entrare a far parte della platea del nostro marchio e per questo abbiamo deciso di apportare un cambiamento. Il percorso e lo sviluppo dei prodotti non è iniziato al 100% come avrebbe dovuto, devo dire la verità, ma collaborare con Gamut, porre domande e mantenere delle conversazioni aperte con donne con disabilità ci ha permesso di fare correzioni significative e sviluppare un prodotto che oggi ci soddisfa totalmente», ha dichiarato Ursula Todaro, assistente vicepresidente di design presso VS&Co.

Un’altra figura chiave del progetto è Lydia Smith, Chief Diversity Officer di Victoria’s Secret, che ha guidato l’azienda nel superare le sfide iniziali nel soddisfare le esigenze specifiche di questa clientela​.

La risposta del pubblico è stata estremamente positiva. Bri Scalesse, una modella statunitense, disabile e attivista ha espresso il suo apprezzamento per il nuovo reggiseno, sottolineando come questo la faccia sentire comoda e sexy. La collezione ha inoltre ricevuto il Gamut Seal of Approval, un riconoscimento che attesta la sua praticità e accessibilità.

Disponibile in circa 40 negozi selezionati e online, la linea rappresenta non solo un’opportunità di mercato, con un settore stimato in crescita fino a 400 milioni di dollari entro il 2026, ma anche un significativo passo avanti verso l’inclusività nel mondo della moda​.

All’interno del sito sono riportate anche le testimonianze delle donne che hanno partecipato dando un apporto concreto alla realizzazione di questa linea adattativa in ogni sua fase. “Vedere le donne con disabilità incluse nel progetto di Victoria’s Secret è tutto per me, soprattutto perché ho visto quelle sfilate, ho visto le modelle che non rappresentavano il mio corpo e non ho mai pensato che avrei visto una modella simile a me in Victoria’s Secret. E ora, farne parte… è davvero surreale. Penso che sia la dimostrazione di un cambiamento e che ora c’è uno spazio importante per la nostra comunità.” scrive Bri Scalesse.

Questa iniziativa segna un importante progresso nel riconoscimento delle donne con disabilità, non solo come consumatrici, ma come individui con desideri e bisogni propri, tra i quali quello di sentirsi sexy e indipendenti. In un mondo dove spesso le donne con disabilità affrontano esclusione e indifferenza riguardo al tema dell’intimità, questa collezione diventa un simbolo di lotta contro gli stigmi, mostrando che l’accessibilità e l’attrattiva possono andare di pari passo​ e che anche le cicatrici sono sexy.

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