Bambini

Gaza: crescono i traumi psicologici nei bambini

Secondo l’Unicef, i giovani palestinesi stanno sviluppando sintomi d’ansia e stress a causa della guerra: il 97% non si sente al sicuro, il 91% soffre di disturbi del sonno e l’82% prova rabbia
Credit: worldpressphoto.org/Fatima Shbair
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30 ottobre 2023 Aggiornato alle 11:30

Secondo il ministero della Sanità di Gaza, quasi 5.100 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi di Israele, in seguito all’azione terroristica di Hamas. Circa il 40% delle vittime, secondo i funzionari, sono bambini. Ma cosa accade agli altri, ai minori che da oltre 2 settimane stanno vivendo i bombardamenti nella Striscia di Gaza?

Migliaia di loro sono rimasti feriti e l’impatto psicologico della guerra sui bambini palestinesi è evidente, ha detto al Guardian Fadel Abu Heen, psichiatra di Gaza. I minori hanno «iniziato a sviluppare gravi sintomi traumatici come convulsioni, paura, comportamento aggressivo, nervosismo e tendenza a non allontanarsi dai genitori; altri hanno iniziato a bagnare il letto».

Dal 7 ottobre, circa 1 milione di bambini (quasi la metà della popolazione di Gaza) sono intrappolati sotto bombardamenti costanti nella zona di conflitto. Molti di loro sono stipati in rifugi temporanei nelle scuole gestite dalle Nazioni Unite dopo essere fuggiti dalle loro case. Per tutti l’accesso al cibo o all’acqua pulita è scarso. Migliaia di case e dozzine di campi da gioco, scuole e ospedali sono stati distrutti.

Secondo Save The Children, dato che la Striscia di Gaza è un ambiente urbano piccolo e densamente popolato, gli attacchi aerei continuano a uccidere e ferire i bambini indiscriminatamente. «Con l’aumento del numero delle vittime, i bambini sono a rischio e sono terrorizzati. I bambini sono stati uccisi e feriti in ogni grande escalation, per non parlare delle gravi conseguenze a lungo termine sulla salute mentale: non ne sono mai usciti indenni», ha detto Jason Lee, direttore di Save the Children per i territori palestinesi occupati.

Le testimonianze riportano che i minori e le famiglie di Gaza faticano a ricevere medicinali e non hanno accesso sicuro agli ospedali, a seguito di giorni di attacchi aerei e tagli ai rifornimenti. Allo stesso tempo, i medici affrontano numerose difficoltà nel curare i feriti e questo rende i bambini e i civili ancora più vulnerabili.

L’Unicef ha dichiarato che “gli ospedali sono completamente sopraffatti dal compito di curarli” e che i numeri dei bambini feriti continuano a salire. 8 giorni dopo l’inizio della guerra, l’Unicef aveva intervistato 545 bambini palestinesi nelle aree più pesantemente colpite di Gaza per indagare la loro condizione dal punto di vista psicologico. Tra i risultati, l’elevato tasso di stress: il 97% dei bambini non si sentiva al sicuro; il 91% ha riportato disturbi del sonno durante il conflitto; l’85% ha riferito cambiamenti nell’appetito; l’82% si sentiva arrabbiato; il 76% ha riferito prurito o sensazione di malessere e il 38% si è sentito in colpa.

Molti di questi traumi, soprattutto tra gli adolescenti palestinesi, si sommano ad altri periodi pregressi di forti difficoltà dal punto di vista emotivo. Un ragazzo palestinese di 15 anni ha vissuto 5 periodi di intensi bombardamenti nella sua vita: nel 2008-2009, nel 2012, nel 2014, nel 2021 e ora nel 2023. Studi condotti dopo i precedenti conflitti hanno mostrato che la maggioranza dei bambini di Gaza presentavano sintomi di disturbo da stress post-traumatico.

Anche i bambini israeliani, intanto, subiscono gli effetti problematici della guerra. Zachi Grossman, presidente dell’Associazione pediatrica israeliana, ha detto che da quando i bombardamenti sono iniziati, i minori israeliani hanno mostrato segni crescenti di trauma: «Circa il 90% di quelli che visitano gli ospedali pediatrici lamentano ansia. Molti soffrono di ansia ed è certamente qualcosa che non abbiamo visto in passato. Si comincia a riconoscere che questo problema sarà molto più prolungato di prima».

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