Ambiente

Cobat presenta Cyclus, la rivoluzione nella gestione dei veicoli fuori uso in Italia

La nuova Rete Certificata Autodemolitori Sistema garantisce alle case produttrici di autoveicoli e agli operatori della demolizione trasparenza, tracciabilità e sicurezza dei dati. Ti spieghiamo come funziona
Credit: Kelly 

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20 ottobre 2023 Aggiornato alle 12:00

Un parco auto sempre più ampio e vecchio e una carenza di materie prime: ecco perché il nostro Paese ha bisogno di una risposta improrogabile, concreta e completa alla gestione della componentistica automotive fuori uso.

Ed ecco che, nell’ottica di questa sfida, Cobat ha creato Cyclus, una nuova Rete Certificata Autodemolitori che promette di trasformare la gestione dei veicoli fuori uso garantendo trasparenza, tracciabilità e sicurezza dei dati.

La presentazione ufficiale della piattaforma è avvenuta in una tavola rotonda nella Sala Capranichetta di Piazza Montecitorio, con la partecipazione dell’ingegnere Silvia Grandi, direttore generale Economia circolare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’onorevole Patty L’Abbate, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, l’onorevole Marco Simiani, membro della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per Lo Sviluppo Sostenibile, Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, Claudio De Persio, amministratore delegato di Cobat e Haiki+, e il direttore scientifico di Eprcomunicazione Roberto Della Seta.

Indietro rispetto l’Europa

Durante l’evento si è anche sottolineato il ruolo fondamentale del settore del riciclo dei veicoli fuori uso nell’economia europea e italiana.

Infatti, ogni anno nell’Unione europea si generano circa 6 milioni di veicoli fuori uso, con l’Italia che contribuisce con oltre 1 milione di unità.

Un dato aggravato dal fatto che il nostro Paese ha un parco circolante sempre più anziano, con un’età media di oltre 12 anni e detiene il primato europeo per possesso di automobili.

In questo quadro, secondo un’indagine condotta dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la filiera italiana ha raggiunto soltanto l’84,7% di recupero totale: una soglia ben lontana dall’obiettivo del 95%. E le motivazioni si possono rintracciare sia in una mancanza di forme di recupero energetico, sia nella difficoltà di trovare un circuito di valorizzazione per i materiali a minor valore di mercato.

Dunque, se queste sono le premesse, Cyclus rappresenta un importante passo in avanti verso la sostenibilità e la legalità nel riciclo dei veicoli fuori uso, seguendo un percorso delineato già da tempo da Cobat.

Un’iniziativa che diventa ancora più cruciale alla luce del nuovo Regolamento Europeo sull’Elv (End of Life Vehicle) proposto dalla Commissione europea, che mira a promuovere la circolarità del comparto automotive in modo completo, dalla progettazione al fine vita.

In merito al regolamento, Silvia Grandi ha detto: «Abbiamo manifestato qualche perplessità, specie sulle ripercussioni che avrebbe sul mercato interno, vorremmo ragionarci meglio e l’orientamento della presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione europea sembra aiutarci nei tempi. Vogliamo ascoltare anche gli stakeholder del settore, questo convegno è stato un’occasione di riflessione importante nell’ottica di un dialogo costruttivo: le vostre osservazioni sul tema saranno preziose».

Da canto suo, Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha riconosciuto che la proposta di Cobat è in linea con la direzione indicata dall’Unione europea e può contribuire significativamente al settore del riciclo delle auto a fine vita.

Una piattaforma innovativa

Ma che cos’è Cyclus? Si tratta di una piattaforma digitale certificata che conta su 4 marchi automobilistici e oltre 150 dei principali autodemolitori italiani: il suo obiettivo è garantire la corretta gestione di ogni componente di qualsiasi tipo di veicolo, compresi gli ibridi e gli elettrici.

Il suo funzionamento, poi, è semplice: le case automobilistiche possono accedere ai dati relativi ai veicoli che hanno immesso sul mercato, mentre gli autodemolitori possono inserire i dati dei componenti dei veicoli in ingresso.

Inoltre, la piattaforma offre report, statistiche e schede sugli autoveicoli, contribuendo così alla riduzione dell’impatto ambientale e al risparmio energetico. «Promuovere le buone pratiche di recupero e riciclo per Cobat è un obiettivo costitutivo.

Da tempo siamo chiamati a dare sostanza a un cambio di passo nella gestione del fine vita - ha dichiarato Claudio De Persio, amministratore delegato di Cobat e Haiki+ - e il comparto dell’auto su questo ha dimostrato lungimiranza e senso pratico.

Cyclus e Cobat intendono accompagnare questo processo di sostenibilità in modo pieno, fornendo una soluzione innovativa ed efficiente per facilitare il raggiungimento degli obiettivi essenziali di tutela ambientale e di trasparenza».

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