Precari scuola: la protesta si fa forte
Mercoledì 08 Settembre 2010 01:20

“Questa è una sconfitta per la Sicilia, una delle pagine più nere scritte dal Parlamento italiano nei confronti dei siciliani. Non si può fare pagare un prezzo così alto a 22.500 persone che non c’entrano nulla”. Più di un mese fa Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro, si era così espresso circa l’emendamento che avrebbe dovuto essere salva-precari e contenuto nella Finanziaria di Tremonti,
La situazione da allora non è cambiata, al contrario, è di questi giorni la notizia della protesta di un gruppo di precari davanti alla sede dell'ex provveditorato agli studi di Palermo.
“L'indifferenza del governo di fronte allo sciopero della fame dei precari della scuola nel capoluogo siciliano e' il segno che la politica italiana e' afflitta da un cinismo, indegno di un Paese civile". E' l'opinione del segretario nazionale del Prc Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero. “Mentre a Roma la maggioranza e' consumata da interessi privati e manovre di potere, a Palermo e' in corso una battaglia disperata - sostiene Ferrero - Persone che hanno dedicato decenni all'insegnamento stanno mettendo in gioco la loro stessa vita, in nome del diritto al lavoro e a un futuro. Sono infatti loro, i precari, la risorsa che in questi anni ha assicurato un futuro all'istruzione pubblica che il ministro Gelmini sta distruggendo, insieme al futuro dei giovani e del Paese intero”.
Parole sacrosante per un gesto disperato, di fronte al quale lo stesso governatore della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'autonomia, non poteva restare immobile: in una lettera di protesta al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha spiegato che il territorio da lui presieduto, sulla base del proprio statuto di autonomia, ha competenze proprie sulle quali "le determinazioni statali vengono a interferire" e ha chiesto quindi la reintroduzione di almeno la metà dei posti tagliati.
In base alle stime realizzate dalle associazioni di settore, i tagli attuati dal governo per ridimensionare il numero di posti colpirebbero in particolare l'Isola, con 2.500 insegnanti in meno quest'anno per un totale di 15.000 nel triennio 2010-2012. Secondo il presidente regionale particolarmente colpito sarebbe il comparto degli insegnanti di sostegno, che avrebbe visto un decremento di 1.000 docenti a fronte di un aumento degli alunni diversamente abili di 5.000 unità.
Per Lombardo urge il reintegro della metà dei posti cancellati sulla base della lesione del "principio costituzionale di leale collaborazione".
In base a quanto comunicato dalla regione Sicilia al Miur, la missiva del presidente avrebbe già fatto i suoi effetti.