News Sicilia

A19: strani incidenti



Incidenti a catena. Strane coincidenze o c'e' davvero qualcosa nella galleria di Tremonzelli, sull'A19 che manda in tilt auto e mezzi?

 

A questo interrogativo gli esperti stanno cercando di dare una risposta dopo l'ennesimo, strano, incidente nella galleria lungo la Palermo-Catania.

 

L'ultimo episodio e' di sabato scorso e ha coinvolto un giornalista. La dinamica e' sempre la stessa, l'auto entra in galleria, quando all'improvviso arriva un black-out, i fari e il motore si spengono e chi e' alla guida perde il controllo.


 

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Veltroni scrive al Paese

“Scrivo al mio Paese. Scrivo agli italiani che tornano a casa, a quelli che non si sono mossi perché lavoravano o perché non possono lavorare. Scrivo agli imprenditori che fanno e rifanno i conti della loro azienda chiedendosi perché metà del loro lavoro di un anno debba andare a finanziare uno Stato che non riesce a finire da sempre la costruzione di un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria o che alimenta autentici colossi del malaffare come quelli emersiin questi mesi”.

 

Ha inizio così la lettera che Walter Veltroni ha inviato questa mattina al Corriere della Sera. “Abbiamo trascorso la più folle e orrenda estate politica che io ricordi. Una maggioranza deflagrata, un irriducibile odio personale e politico tra i suoi principali contraenti, toni e giudizi che si scambiano non tra alleati ma tra i peggiori nemici. E poi dossier, colpi bassi, una orrenda aria putrida di ricatti e intimidazioni che ha messo in un unico frullatore informazione, politica e forse poteri altri costruendo un mix che non può non preoccupare chi considera la democrazia come un insieme di regole, di valori, di confini. Il Paese assiste attonito allo sfarinarsi della maggioranza solida che era emersa dalle urne, a ministri che sembrano invocare freneticamente la fine della legislatura, nuovi voti, nuovi conflitti laceranti”.

 

Secondo Veltroni in questa situazione “il rischio che corriamo è l'alternativa tra una monarchia livida e una pura difesa dell'esistente. E tra i cittadini rischia di rafforzarsi l'idea che di fronte alla velocità del nostro tempo, dei suoi repentini mutamenti sociali e finanziari, a essere più «utile» sia un sistema che decide, qualsiasi esso sia. Il rischio è che si faccia strada, anche in Occidente, quella suggestione di «democrazia autoritaria» che è già una realtà in sistemi, come quello russo o, in forma diversa, in quello cinese, che stanno segnando il tempo della fine dei blocchi”.

 

Quanto a Berlusconi afferma: “Spero che si concluda rapidamente la sua era. Ma forse con una visione opposta a quella di alcuni protagonisti della vita politica italiana. Spero che finisca questo tempo non per tornare a quello passato. Berlusconi è stato un limite drammatico per il bipolarismo, perché la sua anomalia (una delle tante, troppe della storia italiana) ha costretto dentro recinti innaturali, pro o contro, una dialettica politica che avrebbe potuto e dovuto esprimersi nelle forme tipiche della storia del moderno pensiero politico occidentale. Senza Berlusconi in Italia potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico. Solo così sarà possibile affrontare, in un clima civile, l'indifferibile esigenza di ammodernamento costituzionale per dare alla democrazia la capacità di guidare davvero la nuova società italiana.

 

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Precari scuola: la protesta si fa forte

“Questa è una sconfitta per la Sicilia, una delle pagine più nere scritte dal Parlamento italiano nei confronti dei siciliani. Non si può fare pagare un prezzo così alto a 22.500 persone che non c’entrano nulla”. Più di un mese fa Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro, si era così espresso circa l’emendamento che avrebbe dovuto essere salva-precari e contenuto nella Finanziaria di Tremonti,

 

La situazione da allora non è cambiata, al contrario, è di questi giorni la notizia della protesta di un gruppo di precari davanti alla sede dell'ex provveditorato agli studi di Palermo.

“L'indifferenza del governo di fronte allo sciopero della fame dei precari della scuola nel capoluogo siciliano e' il segno che la politica italiana e' afflitta da un cinismo, indegno di un Paese civile". E' l'opinione del segretario nazionale del Prc Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero. “Mentre a Roma la maggioranza e' consumata da interessi privati e manovre di potere, a Palermo e' in corso una battaglia disperata - sostiene Ferrero - Persone che hanno dedicato decenni all'insegnamento stanno mettendo in gioco la loro stessa vita, in nome del diritto al lavoro e a un futuro. Sono infatti loro, i precari, la risorsa che in questi anni ha assicurato un futuro all'istruzione pubblica che il ministro Gelmini sta distruggendo, insieme al futuro dei giovani e del Paese intero”.

 

Parole sacrosante per un gesto disperato, di fronte al quale lo stesso governatore della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'autonomia, non poteva restare immobile: in una lettera di protesta al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha spiegato che il territorio da lui presieduto, sulla base del proprio statuto di autonomia, ha competenze proprie sulle quali "le determinazioni statali vengono a interferire" e ha chiesto quindi la reintroduzione di almeno la metà dei posti tagliati.

 

In base alle stime realizzate dalle associazioni di settore, i tagli attuati dal governo per ridimensionare il numero di posti colpirebbero in particolare l'Isola, con 2.500 insegnanti in meno quest'anno per un totale di 15.000 nel triennio 2010-2012. Secondo il presidente regionale particolarmente colpito sarebbe il comparto degli insegnanti di sostegno, che avrebbe visto un decremento di 1.000 docenti a fronte di un aumento degli alunni diversamente abili di 5.000 unità.

 

Per Lombardo urge il reintegro della metà dei posti cancellati sulla base della lesione del "principio costituzionale di leale collaborazione".

In base a quanto comunicato dalla regione Sicilia al Miur, la missiva del presidente avrebbe già fatto i suoi effetti.

 

 

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“Berlusconi tentenna.Casini?Uno str…”

 

 

 

 

"Berlusconi e ' uno che tentenna troppo, Casini ? Uno stronzo". Con queste "parole" (se così si possono definire ) Umberto Bossi ha per l' ennesima volta ribadito l' Assenza di Apertura verso Casini, definendolo senza peli sulla lingua uno " stronzo "per le sue affermazioni sulla Lega Nord (trafficante di banche ) .

"Berlusconi insiste per far entrare l'Udc, lui e' uno che tentenna  ma mercoledi' lo incontrero' sul Lago Magggiore e lo faro' smettere di tentennare .

 

Casini e' uno che appartiene a quella razza di furfanti democristiani che ha rovinato Il Nord. Aprire le porte a lui signicherebbe arrivare al Governo tecnico, un governo che sopravvive e tira a campare invece di fare le riforme. E la sinistra cambierebbe la legge elettorale convinta che in questo modo potrebbe vincere. Invece i governi li fa la gente"

 

Circa la possibilita dell'Udc al Governo, Bossi ha replicato: " Quando parla Bocchino e' come se non parlasse nessuno ". E al grido "Secessione" proveniente dalla platea il leader leghista ha spiegato : "Noi vogliamo realizzare i nostri obiettivi democraticamente, poi se la gente vorra' dare la spallata finale, io ne saro' ben contento". .

 

 

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Bocchino: “Maggioranza più ampia, con i partiti di Fini, Casini e Rutelli”

Berlusconi è a un bivio: "Se va alle urne rischia tutto e rischia molto, se sta fermo minacciando reazioni che non può fare rischia il logoramento nazionale e internazionale". Sono queste le parole diffuse da Italo Bocchino dal sito Generazione Italia. "L'unica strada che ha - continua - e' appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza piu' ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi".

Una proposta, quella di Bocchino, abbastanza "audace" e che lo stesso promotore ritiene "quasi impossibile da intraprendere perche' dovrebbe sostituire la logica della monarchia aziendale con quella della democrazia repubblicana, condividere scelte con logiche politiche e dar vita a un esecutivo fatto di ministri politici che darebbero un'altra fisionomia al governo che oggi e' semplicemente un governo del Presidente".

E sull'ombra di possibili elezioni dichiara: "Se si votasse ci sarebbero un travaso di voti dal Pdl alla Lega e una maggioranza al Senato diversa da quella della Camera,  il Cavaliere 'verrebbe pensionato' dalla Lega e si aprirebbe la strada a un governo Tremonti a propulsione leghista".

Non sono mancate le repliche. "Noi siamo all'opposizione e lì rimarremo - ha dichiarato Francesco Rutelli- ma lo faremo con uno spirito di impegno per il bene comune. Tocca a chi ha vinto le elezioni assicurare la continuità della legislatura e del governo, e tocca alle opposizioni responsabili interessate al bene del paese fare le proposte per il bene dell'Italia nella seconda parte della legislatura. La Lega ha una posizione molto arrogante: mi sembra stia dettando legge, e questo sta diventando un problema innanzitutto per il Pd».

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Editoriale

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Lunghe e afose giornate di Silvio

E’ di queste ultime ore l’intervista a Massimo D’Alema sullo stato del nostro Paese e del nostro Governo, diffusa dal Corriere della Sera. Affermazioni che lo hanno portato progressivamente a proporre un esecutivo “di transizione”. Ma con un premie... Continua