LIBRO. "Ruolo e competenze dell'educatore penitenziario tra modelli e pratiche"

 

"Ruolo e competenze dell'educatore penitenziario tra modelli e pratiche" edito 
dalla Cooperativa sociale Ragazzi in Volo ar.l. Onlus scritto dalla dott.ssa 
Daniela Gulisano, un saggio che pone l'attenzione sulla figura dell’educatore 
penitenziario. Una figura, sottolinea la dott.ssa Gulisano, legata al lungo 
processo di affermazione dei concetti di rieducazione e di umanizzazione del 
trattamento penitenziario che ha segnato il corso dei secoli XIX e XX e che ha 
visto il loro riconoscimento solo con la legge di riforma n 354 del 1975. Il 
saggio frutto di un'esperienza di ricerca svolta all'interno della casa 
circondariale di Catania bicocca, analizza la figura dell'educatore 
penitenziario, una figura professionale che nonostante sia regolata dalla legge 
legiferata nel 1975, ancora non si conosce bene. Questo accade perchè 
l'educatore penitenziario ha ancora un ruolo atipico e ambivalente che non 
trova uno specifico spazio di ricerca. Anche se in effetti, ricorda l'autrice, 
il vero ruolo sarebbe quello di essere tramite tra il detenuto e la società. 
Fortunatamente l’epoca del martire, delle punizioni corporali, delle torture 
(il cui oggetto del supplizio era il corpo che doveva essere straziato, 
smembrato, mutilato) e della pena esclusivamente afflittiva, continua 
l'autrice, "è stato superato a favore di una diversa concezione del carcere e 
della pena concepita come giusta retribuzione al reato commesso e nello stesso 
tempo concepita come riabilitazione, rieducazione e risocializzazione del 
condannato". La Gulisano, laureata in Sociologia-curriculum Criminologia e 
processi di controllo sociale, analizza l’esperienza dell’educatore in un 
contesto carcerario, attraverso una specifica metodologia socio-pedagogica. La 
Pedagogia Penitenziaria segue questa strada prendendosi cura della persona 
cercando di rieducarla e risocializzare. In fin dei conti "rieducare, significa 
organizzare interventi volti a modificare la visione del mondo di un 
individuo, del suo modo di percepire se stesso, di intendere gli altri e le 
cose, di relazionarsi con la realtà e di concepire delle scelte in ordine allo 
schema di significati di cui dispone". Da questo scaturisce una nuova visione 
del soggetto "detenuto" che deve essere orientato, rieducato, anche nei 
contesti più difficili, qual è il pianeta carcere. E' illogico, sul piano 
pedagogico, non prospettare degli ideali, dei valori, dei fini, che alla fine 
non trovino la loro realizzazione e traduzione sul piano concreto della storia 
e dell’esperienza umana. In conclusione l'interesse manifestato nei confronti 
della figura dell'educatore penitenziario, nasce in relazione alla figura del 
detenuto, ai processi di rieducazione, risocializzazione e cura della persona 
sia da un punto di vista pedagogico, della pedagogia penitenziaria e della 
devianza, sia da una prospettiva sociologica. Il tutto con la speranza che 
dalle ceneri di un passato turbolento nasca un individuo nuovo, consapevole dei 
propri limiti ma anche delle proprie potenzialità. 

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EDITORIALE

Elena Caruso

Libertà incatenata

    Ripercorrere la storia ha un senso, così come ricordare il nostro passato ha una ragione. Non si tratta di rileggere libri morti o rievocare vicende estinte, ma, più semplicemente, si cerca di comprendere, di decifrare fatti che oggi sono sotto... Continua

Elena Caruso | Sabato, 19 Settembre 2015

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