In questi ultimi giorni non si è parlato di altro: svelata l’identità del “diffamatore” anonimo
Sembra essere sotto stretta sorveglianza l’Amministrazione comunale paternese, dopo l’operazione Padrini. Da tempo, infatti, qualcuno, che fino ad ora non aveva un volto, ha tentato di estorcere qualcosa che potesse far cadere l’attuale giunta.
Dopo un’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Paternò cade il velo di mistero attorno all’uomo che da tempo, inviava ai vari componenti dell’assise civica e agli uffici comunali, fax anonimi diffamatori sul Comune di Paternò.
Ad incastrare l’uomo sono state le telecamere poste al di fuori della copisteria, ubicata a Misterbianco, dalla quale partivano i fax.
A seguire vi sono state delle raccomandate, senza ricevuta di ritorno, riportanti degli stralci delle intercettazioni dell’operazione Padrini. L’intento di tale attività era quello di denigrare il Comune, accusandolo di collusione con l’ex assessore ai servizi sociali, Carmelo Frisenna, in stato di reclusione dal novembre del 2008 con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso.
Rimane, però, ancora nell’anonimato il nome dell’autore che è stato denunciato alla procura della Repubblica per calunnia.
Solamente un paio di mesi fa è stata trovata una cimice rudimentale al piano terra del palazzo comunale collegata rispettivamente ai telefoni del primo cittadino, Pippo Failla, e del vice segretario generale, Franco Crisafi.
“ Ormai la politica si fa per cercare di denigrare il proprio avversario – dichiara il sindaco Pippo Failla – Non è né una guerra di idee, né un confronto d’opinioni. Si cerca solo ed esclusivamente di distruggere una classe politica. Queste vicende sono mosse da un interesse politico e personale, per cercare di infangare la dignità altrui. Dietro alla vicenda non possono che esserci persone classificabili come vigliacchi, vista la loro incapacità di mostrarsi”.
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